venerdì, aprile 27, 2007

Relazioni d'amore

Il termine "amore" è una di quelle parole che genera il maggiore potenziale di confusione ogni qual volta lo leggo o ne sento parlare e, a meno che non ci sia un'ulteriore delucidazione, non ho indizi su che cosa veramente significhi secondo chi parla o scrive. Il greco antico impiega quattro parole differenti per "amore": eros (desiderio sessuale), philia (amore e affezione tra amici), storge (relativo all'amore tra genitori e figli) e agape (amore incondizionato o l'amore di Dio).

Quest'ultimo termine viene usato nel comandamento del Nuovo Testamento "ama il tuo prossimo". Mentre i primi tre tipi di amore sono basati su qualche forma di reciprocità o condizione, agape è imparziale,
incondizionato e privo di qualsiasi obbligo.

Dal punto di vista sciamanico ci sono due tipi di relazioni d'amore: quelle basate sulla percezione della separazione e ispirate dalla Configurazione Arbitraria Umana (HAC), e quelle finalizzate a rivelare la nostra Identità Multidimensionale Centrale (CMI), ossia lo Spirito Guida o natura basata sull'unità. Il primo tipo di relazione consiste nell'impiegare un essere umano come una proiezione inconscia di importanti pezzi perduti di CMI. Quello che accade in questo caso è che, poiché mi sento incompleto e infelice a causa della mia separazione da CMI, mi attacco a qualcuno con il quale posso sperimentare un surrogato di unità con CMI.

Quando molte persone parlano di amore normalmente si riferiscono al loro tipo di relazione, che è inevitabilmente destinato a nutrire un circolo vizioso di colpa e attacco. Da una parte soddisfa il mio bisogno bona fide horny di unità e amore, e mi dà una temporanea sensazione di sollievo. Dall'altra, attraverso il meccanismo di deviazione della coscienza (consciousness rerouting device) rafforza l'aderenza ad HAC.

Questa si rafforza mediante la crescente dipendenza dai partner, il bisogno esclusivo di stare con loro, la paura di perderli e la percezione, più o meno cosciente, che per causa loro sto distruggendo la mia connessione con CMI. Di conseguenza viene risvegliata la sensazione della separazione, con relativa colpa e sofferenza, che è in vero la causa originaria della creazione della relazione stessa. Poiché è tale colpa che mi spaventa più di ogni altra cosa, e i miei partner contribuiscono a ricordarmela, li odierò o li attaccherò, oppure troverò il modo di rompere la relazione...

Una relazione basata sulla separazione secondo Un Corso in Miracolii[ii] "si basa sulle differenze, e in essa ognuno pensa che l'altro abbia ciò che lui non ha. Si uniscono ciascuno per completarsi e per derubare l'altro. Rimangono insieme finché pensano che non ci sia più niente da rubare, e poi se ne vanno. E così vagano in un mondo di estranei, diversi da loro, e magari vivono coi loro corpi sotto lo stesso tetto ma in un mondo a parte." Una relazione basata sull'unità ha una base diversa. "Ciascuno ha guardato dentro e non ha visto alcuna mancanza. Accettando la propria completezza la vuole estendere unendosi con un altro, intero come lui. Non vede differenze tra questi sé, perché le differenze sono solo del corpo. Quindi non vede nulla che vorrebbe prendere. Non nega la propria realtà perché è la verità. Si trova appena al di sotto del Cielo, ma abbastanza vicino ad esso per non ritornare sulla terra." La sola realtà dell'universo è l'unità e sebbene, secondo l'allucinazione della separazione, io appaia diviso, sono inevitabilmente connesso con chiunque e qualunque cosa percepisco nel web delle proiezioni. Coloro su cui proietto le mie forme sciamaniche o Spiriti Totem (Paheka), fanno la stessa cosa con le loro. Comunque, nessuno
è in grado di capire in che modo riceve le proiezioni di altri finché non ha avuto una completa esperienza di come le sue proiezioni manipolano le vite di altre persone. Sono l'unico abitante della mia mente e tutto quello che percepisco al di fuori è solo una parte di quella mente...
(c) Franco Santoro, Cluny Hill College, Forres IV36 2RD, Scotland, http://www.astroshamanism.org/

Edizione italiana di PAN International, 7.7.11, 23 settembre 2006, numero 51

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