lunedì, giugno 28, 2010

MEDITAZIONE SU DUE PIEDI Star bene camminando

Nella vita frenetica di ogni giorno, molto spesso trascuriamo l’importanza del valore che hanno le nostre estremità, i nostri cari piedi, nei confronti del corpo, se non quando ci fanno male e sono dolenti.


I piedi, costretti nelle calzature, non sempre idonee, sostengono tutto il peso della persona nel suo camminare, ma hanno anche il grande compito (spesso dimenticato) di gestire il circolo di ritorno venoso del sangue e della circolazione linfatica dal basso verso l’alto.


Da quando ero ragazzo sono avvezzo a camminare per conoscere il territorio, non solo di campagna, di montagna o di un piccolo paese, ma anche di grandi metropoli, come Bologna, Milano, Parigi, per scoprire con gradualità, con una visuale semplice ed accessibile le bellezze o i misteri del territorio.


Così facendo ho maturato un’abitudine che mi porto ancora dietro quando devo prendere una decisione importante: faccio due passi a piedi e lascio che la risposta venga da sé.


Credo che molte persone utilizzino spontaneamente questa modalità di comportamento, nella quale la mente ordinaria abdica a favore dell’Intuizione.


Mi soggiungono alcune domande a proposito del valore dell’Intuizione.


1) Che valore può avere per l’uomo moderno l’ispirazione o la “non mente” - secondo la concezione orientale - dato che vuole poter spiegare ogni fenomeno della natura in modo scientifico ed oggettivo?


2) Vivere in una condizione d’ispirazione è caratteristica esclusiva di pochi artisti che hanno avuto tale dono di natura fin dalla nascita, o è uno stato di coscienza al quale tutti noi possiamo giungere con opportune modalità di preparazione?


3) Questo particolare stato di grazia psichico come può essere spiegato e a che cosa può essere utile nel quotidiano?


Cercherò di rispondere a queste domande tornando al punto di partenza, cioè su due piedi.


L’attività del camminare consiste semplicemente nel muovere le gambe in modo coordinato, orientati verso un direzione o uno scopo: uscire o entrare in casa, andare a fare la spesa, andare in un parco…


Se questo movimento assai semplice e spontaneo diventa ritmico, costante e prolungato nel tempo e se siamo completamente assorti nell’azione che stiamo facendo, senza avere altre finalità, come quella di giungere da qualche parte nel tempo più breve possibile, avviene qualcosa di speciale nel corpo-mente o psicosoma.


Progressivamente possiamo sperimentare lo stato di vuoto mentale, come uno stato di abbandono, di beatitudine, di completezza.


Proprio in questo stato di rilassamento cosciente e dinamico possiamo cominciare ad entrare in contatto con quella parte antica ed arcaica della psiche, che due grandi medici dell’anima del 20° secolo, Freud e Jung, hanno chiamato inconscio.


E’ proprio da questo grande serbatoio indifferenziato d’informazioni e ricordi posto sotto la soglia dell’io cosciente, che arrivano le risposte migliori alle questioni più difficili, purché riusciamo a separare ciò che ha un valore universale da ciò che è frutto del comportamento reattivo e condizionato ad un dato evento personale: pregiudizi, paure ataviche, ossessioni…


Queste risposte autentiche e veritiere - contenute nel superconscio - provengono da molto lontano, spesso risalgono al periodo natale o prenatale, ma possono giungere a noi da ricordi che arrivano dalla notte dei tempi.


Sin dalle epoche più remote molti grandi saggi e yogi di ogni cultura e paese cercarono di far uscire l’uomo dall’ignoranza e dai limiti determinati dall’abuso del pensiero razionale e dal materialismo, elaborando procedimenti che potessero permettere all’uomo comune di arrivare a sviluppare i poteri nascosti della mente, per giungere ad una supercoscienza, che equivale ad una grande conoscenza dei mondi interiori ed esteriori congiunta ad una grande saggezza.


Cosa hanno in comune questi metodi antichi di sviluppo del potenziale umano, quali lo yoga, lo zen, il taoismo, l’alchimia, lo sciamanesimo, con il camminare consapevole?


Si tratta in ogni caso di partire da un’azione esterna e dinamica, o interna e statica, come ad esempio una posizione yogica, per giungere naturalmente ad uno stato meditativo ed estatico, ottenendo così l’unificazione di corpo, mente e spirito.


La meditazione, questo stato d’armonia superiore che ci permette di contattare il nostro sé profondo, è in realtà accessibile a tutti.


Sia il camminatore consapevole, sia lo sportivo che sceglie di camminare, hanno bisogno di padroneggiare alcune fasi o azioni psicofisiche coordinate, indipendentemente dal metodo utilizzato: il ritmo costante dell’azione e del respiro, l’azione prolungata nel tempo, la regolarità nell’esecuzione, la progressione graduale nell’azione e soprattutto la purezza d’intento o semplicemente il non cercare nulla, ciò che nel taoismo viene chiamato “wu wei”, cioè “fare senza sforzo”.


Tuttavia ciò che distingue il camminatore meditativo dallo sportivo è proprio questa attenzione o attitudine mentale orientata sull’intento puro da coltivare ogni giorno della vita - vero cibo per l’anima - mentre in genere lo sportivo si sofferma maggiormente sulle altre fasi di coordinamento dei ritmi psicofisici.


IL BELLO DEL CAMMINARE È’
Una meditazione sui due piedi


Col camminare consapevole possiamo sperimentare, oltre ai benefici di natura prettamente biologica sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio, nervoso, digestivo ed immunitario, anche quelli tipici dello stato meditativo, aumentando la gioia di vivere, la pienezza, l’armonia ed il rilassamento.


Grazie alla contemplazione della natura, nella sua semplicità, nella mutevolezza dei cambiamenti climatici e stagionali, veniamo spontaneamente in contatto con i ritmi e le necessità sia degli organi interni, sia della parte sensibile, animica e spirituale.


Questa apertura del cuore e della mente porta un nutrimento sottile, oggi più che mai importante per rinforzare i valori umani universali, quali la solidarietà, la convivenza pacifica, il rispetto per la vita ed il pianeta Terra che ci sostiene e nutre in molti modi.


Il camminare consapevole e meditativo educa delicatamente sia la sfera psico - affettiva, sia quella spirituale, permettendo di riappropriarci di aspetti fondamentali per l’esistenza umana quali:


L’Essenzialità (dell'Essere)
Viaggiare a piedi significa apprendere a selezionare le cose veramente indispensabili, limitarsi per incentivare l’essenziale. Questa attitudine, seppur dovuta a ragioni di necessità (gli oggetti pesano se a portarli sono le nostre spalle) porta a sviluppare l’ordine ed un naturale processo di chiarificazione delle categorie mentali.


Coltivare l’essenzialità aiuta a uscire dalla confusione, dalla distrazione, dalla nevrosi, dal senso di separazione, vere mine vaganti dell’equilibrio psicofisico.


La Gioia (di essere qui)
Camminare porta un piacere profondo, che stimola l’incontro col nuovo, con lo sconosciuto, riaccende la fiaccola della sensorialità, induce una serena accettazione dello scorrere del tempo, visto come amico e compagno discreto delle esperienze di vita.


Il Silenzio (tornare a casa)
Il silenzio agevola la purificazione e la liberazione dalle tensioni e dai conflitti, in genere per loro natura tumultuosi, rumoreggianti e caotici, che spesso inconsapevolmente ci portiamo dietro o meglio dentro, come una zavorra inutile, pesante e fastidiosa.


I sogni, gli ideali ed i desideri più autentici si materializzano ad ogni nuova visione del reale, resa possibile grazie all’ascolto dei suoni e dei messaggi che provengono dal mondo esterno - il visibile - e dall’interno della coscienza - l’invisibile -.


Il Camminare Lento (seguendo il ritmo interiore)
Il camminare lento favorisce il dialogo interiore e l’ascolto reciproco, porta ad amalgamare meglio le esigenze nostre e degli altri compagni di viaggio. Permette di scorgere luoghi dimenticati del nostro essere, sia mentre guardiamo fuori, sia mentre ci osserviamo dentro. La cosa bella e sorprendente è che tutto questo spesso avviene contemporaneamente.


Il Rispetto (del vivente)
Il rispetto esiste quando noi ci facciamo carico di cancellare la tracce del nostro percorso nella natura, non disturbando il suo fluire regolare, facendo attenzione semplicemente a non inquinare l’ambiente con residui del cibo, a non deturparlo in modi ancora più offensivi, come ad esempio quello di minacciare la flora e la fauna protette.
http://www.aromatario.it/numero4/index.html


Renato Tittarelli.
Consulente in naturopata, aromaterapia, massaggio, esperto in metodi alchemici e vibrazionali. Direttore e docente della SOAM, Scuola Olistica di Aromaterapia e Massaggio di Ancona.

http://www.risoessenza.it/
Giugno 2010 Chiaravalle (AN)

mercoledì, luglio 11, 2007

Jorg Blech - La medicina che non guarisce

Come difendersi da terapie inutili o nocive – Edizioni Lindau http://www.lindau.it/

In ogni branca della medicina, nella ginecologia come nell’ortopedia o nella prevenzione del cancro, sono diffusi veri e propri miti.

E accade spesso che farmaci, diagnosi e terapie non siano tanto delle necessità mediche, quanto piuttosto il risultato di errori, false conclusioni e interessi finanziari. La cosa si fa spaventosamente evidente quando capita che i medici diventino pazienti: rispetto agli altri cittadini è infatti emerso come molto più di rado essi si facciano operare. Viene dunque da pensare che in molti spingano i pazienti a sottoporsi a interventi a cui per se stessi non acconsentirebbero. E questo perché sanno benissimo quali operazioni siano davvero indispensabili, quali cure possano realmente giovare ai loro pazienti e quali soltanto al proprio portafoglio.


Informarsi è la migliore delle medicine!

Quali procedure mediche e quali interventi sono inutili, quali addirittura pericolosi?

Il giornalista scientifico e autore di best seller Jörg Blech analizza criticamente i trattamenti medici più diffusi e controversi, come gli interventi all’ernia del disco, le terapie contro l’artrosi, le operazioni al cuore, le cure contro il morbo di Alzheimer e contro l’osteoporosi. E il suo testo è un vero e proprio attacco, illuminante, mosso all’ignoranza e alla disinformazione. Scopo ultimo, il raggiungimento di una medicina realmente di qualità.

Tema centrale del libro, dunque, è l’idea che l’informazione sia inversamente proporzionale ai sempre più frequenti eccessi terapeutici. Per questo il volume è fornito di un elenco di interventi «discutibili» e sette regole contro le terapie superflue.

Come Blech precisa fin dall’inizio, il suo non è un attacco alla medicina, bensì a una medicina: esistono, se ne deduce, due tipi di medicina, uno solo dei quali è degno di essere chiamato scienza. E i principali ostacoli alla scienza sono l’interesse economico, che tante volte influenza l’operato dei medici più di ogni altra forza, e la disinformazione, che fa dei cittadini, loro malgrado, gli ignari colpevoli delle più gravi carenze del sistema sanitario.

Se il paziente non chiede, il medico non risponde. A soddisfare le esigenze di entrambi, per troppo tempo, è bastata la somministrazione di un farmaco, la prescrizione di una terapia, la programmazione di un intervento. Ma gli esiti di questo modo di procedere, ormai è chiaro, sono disastrosi e per il singolo e per il sistema. A guadagnarci non sono state che le case farmaceutiche e le industrie produttrici di apparecchiature sempre più tecnologizzate.

Quella che Blech auspica è una vera e propria rivoluzione, che come tale può verificarsi proprio perché il sistema è sull’orlo del collasso. Applicando alla medicina la legge del
profitto marginale, il giornalista spiega molto chiaramente come sempre più investimenti fruttino rendite sempre minori, finché, superato un certo limite, la curva degli utili inizia a scendere: il più si trasforma in meno, il bene si trasforma in male. Se non è già accaduto, il tracollo del sistema sanitario tedesco è imminente.

Ma se l’allarme è alto e la situazione grave, Blech chiude con una nota d’ottimismo e soprattutto di speranza, che a sua volta trova un riscontro concreto nei dati, completi di fonti, che il giornalista non si esime mai dal fornire. Molti passi sono già stati fatti sulla strada di una maggior informazione del paziente. E se la chiarezza nella medicina forse costerà ad alcuni medici la loro aura di guaritori, a molta gente risparmierà gli eccessi terapeutici di un’offerta medica che invece di guarire si crea paradossalmente la sua stessa domanda.


JÖRG BLECH
, nato nel 1966, ha studiato biologia e biochimica in Germania e in Gran Bretagna. Ha frequentato la scuola di giornalismo ad Amburgo e dal 1994 ha lavorato nella redazione medica e scientifica delle riviste «Der Stern» e «Die Zeit». Dal 1999 scrive per «Der Spiegel». Il suo libro Gli inventori delle malattie è rimasto per ben 40 settimane fra i best seller menzionati da «Der Spiegel».
News inserita da Daria Mazzali Promiseland.it Redazione Italia

http://www.promiseland.it/view.php?id=1956

Le regole per il genio del futuro, così si misura chi potrà vincere

I nuovi "must" di Gardner, l'inventore dell'intelligenza multipla
Sono disciplina, sintesi, creatitività, rispetto ed etica - di Francesca Caferri

L'UOMO delle intelligenze multiple è tornato. Questa volta per suggerirci cinque minds, modi di pensare, approcci mentali, che considera decisivi per sopravvivere - ed eccellere - nel futuro. Si intitola proprio Five minds for the future il nuovo libro di Howard Gardner, il professore di Harvard che vent'anni fa smontò l'idea che esistesse un'unica maniera - il quoziente intellettivo - per misurare le capacità del cervello umano e che per questo si è guadagnato un posto fisso nella lista dei cento intellettuali più influenti del mondo compilata ogni anno dalla rivista Prospect.

Nel libro - che da settimane occupa pagine e pagine sulla stampa internazionale e che le più importanti riviste di settore raccomandano ai manager come una delle letture must del 2007 - Gardner sostiene che il 21simo secolo appartiene alle persone che sono in grado di pensare in un certo modo e che chi non è in grado di sviluppare queste capacità è destinato a soccombere - professionalmente e socialmente - in un mondo sovrabbondante di informazioni, dove per fare la scelta giusta occorre farsi guidare da capacità di sintesi o da intuito ben allenato.

Per "sopravvivere", secondo la teoria di Gardner, occorre essere rigorosi e creativi allo stesso tempo: il primo dei cinque approcci mentali presi in esame dal professore americano è quello della mente disciplinata, la più classica se vogliamo, quella che accoglie i vari input che riceve nel tempo e poi li indirizza e mette in pratica in un campo particolare, che sarà quello dove eccelle. Segue la mente sintetica, essenziale nell'epoca di Internet e dei canali all news: chi ha questo tipo di impostazione raccoglie le informazioni, le seleziona e le sintetizza in maniera originale. La mente creativa è invece quella che coltiva nuove idee e si pone domande insolite, arrivando a risposte inattese.

Seguono poi due approcci che Gardner definisce "non opzioni ma necessità" oggi: la mente rispettosa - il modo di pensare di chi accetta le differenze, si sforza di capire gli altri e di collaborare - e quella etica, quella che valuta i bisogni e i desideri della società globale, cercando di spingersi oltre gli interessi personali. "Sono certo che ci sono altri approcci che è interessante studiare - spiega da Harvard lo studioso - ma questi sono quelli su cui mi pare occorra mettere più enfasi oggi".

Il motivo, Gardner lo scrive nelle pagine del suo libro: "Il mondo del futuro - con i suoi motori di ricerca, robot e altre potenzialità informatiche - ci chiederà di avere capacità che finora sono state solo opzionali: per rispondere a queste richieste occorre che cominciamo a coltivare sin da ora queste capacità". Messaggio rivolto in particolare a insegnanti e genitori.
Tratto da Repubblica (5 aprile 2007)
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/genio-futuro/genio-futuro/genio-futuro.html

Rob Brezsny – La pronoia é l'antidoto alla paranoia

888 metodi per diventare selvaggiamente felici

Pensate che la vita sia fondamentalmente una lotta spietata in cui vale la regola del più forte, che la nostra società sia in decadenza, che i fili del nostro destino siano manovrati da poteri occulti su cui non abbiamo alcun controllo? Siete in errore, dice Rob Brezsny.

Se proprio si vuole sposare una teoria cospirazionista, perché non immaginare una trama alle nostre spalle per farci del bene? Brezsny ci conduce alla scoperta di un universo che, a saperlo prendere, si rivela amichevole e accogliente. Disponendosi con mente aperta a cercare il lato sorprendente e poetico delle cose, ad accogliere i doni straordinari che la vita quotidiana può offrire, si può davvero diventare più leggeri, più gioiosamente creativi, ma anche più lucidi e consapevoli, meglio preparati per reagire al continuo bombardamento di cattive notizie e messaggi ansiogeni da parte dei media.

Con irresistibile ironia, Brezsny dimostra che tutto sommato il pessimismo e il cinismo imperanti sono armi spuntate per affrontare la realtà, e ci offre ben 888 metodi per diventare ragionevolmente ottimisti e selvaggiamente felici. I suoi provocatori insegnamenti sono accompagnati da citazioni letterarie, esercizi ed esperimenti pratici, simboli e figure enigmatiche, incursioni funamboliche in una sorta di esoterismo pop che mescola Qabbalah, filosofia zen e astrologia. Il tutto arricchito da un almanacco di "buone notizie" singolari, bizzarre, stimolanti.
Questo libro è un compendio della filosofia visionaria di Brezsny, celebre per il suo oroscopo letterario, colto e surreale, ma anche un prontuario terapeutico-psichedelico. Anche il lettore più scettico e razionale vi troverà prospettive inedite e spunti di riflessione utili o, quanto meno, si divertirà grazie allo spirito caustico e alla scrittura elegante del suo autore.
Rob Brezsny, musicista e scrittore, è l’autore di un oroscopo letterario che compare su oltre 100 pubblicazioni in tutto il mondo (tra cui “The Village Voice” negli Stati Uniti e “Internazionale” in Italia). Ha fondato il Beauty and Truth Laboratory, il Laboratorio per la bellezza e la verità, che lui definisce “una tribù di fanatici della speranza, un ricettacolo di amorevoli geni e virtuosi nell’arte di evocare la felicità”. Vive in California con la moglie Ro Loughran, psicoterapeuta e astrologa, e la figlia Zoe.
Il suo sito web è
http://www.freewillastrology.com/
Articolo tratto
da http://www.commercioetico.it/libri/altri-autori/pronoia.htm
Per maggiori informazioni
http://www.jacopofo.com/?q=node/3060

venerdì, aprile 27, 2007

Ode al giorno felice


Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

Pablo Neruda

Lettera d'invito da un posto molto caldo…

Una coppia decide di passare le ferie in una spiaggia dei Caraibi, nello stesso hotel dove passarono la luna di miele 20 anni prima. Però, per problemi di lavoro, la moglie non può accompagnare subito il marito, l'avrebbe raggiunto alcuni giorni dopo.
Quando l'uomo arriva, entra nella camera dell'hotel e vede che c'è un computer con l'accesso a internet.
Decide allora di inviare una e-mail a sua moglie, ma sbaglia una lettera dell'indirizzo e, senza accorgersi, la manda ad un altro indirizzo...

La e-mail viene ricevuta da una vedova che stava rientrando dal funerale di suo marito e che decide di vedere i messaggi ricevuti.


Suo figlio, entrando in casa poco dopo, vede sua madre svenuta davanti al computer e sul video vede la e-mail che lei stava leggendo:
" Cara sposa: Sono arrivato, tutto bene. Probabilmente ti sorprenderai di ricevere mie notizie per e-mail, ma adesso anche qui hanno il computer ed è possibile inviare messaggi alle persone care. Appena arrivato mi sono assicurato che fosse tutto a posto anche per te quando arriverai venerdì prossimo...

Ho molto desiderio di rivederti e spero che il tuo viaggio sia tranquillo come lo è stato il mio.


*NB: Non portare molti vestiti, perché qui fa un caldo infernale!

Relazioni d'amore

Il termine "amore" è una di quelle parole che genera il maggiore potenziale di confusione ogni qual volta lo leggo o ne sento parlare e, a meno che non ci sia un'ulteriore delucidazione, non ho indizi su che cosa veramente significhi secondo chi parla o scrive. Il greco antico impiega quattro parole differenti per "amore": eros (desiderio sessuale), philia (amore e affezione tra amici), storge (relativo all'amore tra genitori e figli) e agape (amore incondizionato o l'amore di Dio).

Quest'ultimo termine viene usato nel comandamento del Nuovo Testamento "ama il tuo prossimo". Mentre i primi tre tipi di amore sono basati su qualche forma di reciprocità o condizione, agape è imparziale,
incondizionato e privo di qualsiasi obbligo.

Dal punto di vista sciamanico ci sono due tipi di relazioni d'amore: quelle basate sulla percezione della separazione e ispirate dalla Configurazione Arbitraria Umana (HAC), e quelle finalizzate a rivelare la nostra Identità Multidimensionale Centrale (CMI), ossia lo Spirito Guida o natura basata sull'unità. Il primo tipo di relazione consiste nell'impiegare un essere umano come una proiezione inconscia di importanti pezzi perduti di CMI. Quello che accade in questo caso è che, poiché mi sento incompleto e infelice a causa della mia separazione da CMI, mi attacco a qualcuno con il quale posso sperimentare un surrogato di unità con CMI.

Quando molte persone parlano di amore normalmente si riferiscono al loro tipo di relazione, che è inevitabilmente destinato a nutrire un circolo vizioso di colpa e attacco. Da una parte soddisfa il mio bisogno bona fide horny di unità e amore, e mi dà una temporanea sensazione di sollievo. Dall'altra, attraverso il meccanismo di deviazione della coscienza (consciousness rerouting device) rafforza l'aderenza ad HAC.

Questa si rafforza mediante la crescente dipendenza dai partner, il bisogno esclusivo di stare con loro, la paura di perderli e la percezione, più o meno cosciente, che per causa loro sto distruggendo la mia connessione con CMI. Di conseguenza viene risvegliata la sensazione della separazione, con relativa colpa e sofferenza, che è in vero la causa originaria della creazione della relazione stessa. Poiché è tale colpa che mi spaventa più di ogni altra cosa, e i miei partner contribuiscono a ricordarmela, li odierò o li attaccherò, oppure troverò il modo di rompere la relazione...

Una relazione basata sulla separazione secondo Un Corso in Miracolii[ii] "si basa sulle differenze, e in essa ognuno pensa che l'altro abbia ciò che lui non ha. Si uniscono ciascuno per completarsi e per derubare l'altro. Rimangono insieme finché pensano che non ci sia più niente da rubare, e poi se ne vanno. E così vagano in un mondo di estranei, diversi da loro, e magari vivono coi loro corpi sotto lo stesso tetto ma in un mondo a parte." Una relazione basata sull'unità ha una base diversa. "Ciascuno ha guardato dentro e non ha visto alcuna mancanza. Accettando la propria completezza la vuole estendere unendosi con un altro, intero come lui. Non vede differenze tra questi sé, perché le differenze sono solo del corpo. Quindi non vede nulla che vorrebbe prendere. Non nega la propria realtà perché è la verità. Si trova appena al di sotto del Cielo, ma abbastanza vicino ad esso per non ritornare sulla terra." La sola realtà dell'universo è l'unità e sebbene, secondo l'allucinazione della separazione, io appaia diviso, sono inevitabilmente connesso con chiunque e qualunque cosa percepisco nel web delle proiezioni. Coloro su cui proietto le mie forme sciamaniche o Spiriti Totem (Paheka), fanno la stessa cosa con le loro. Comunque, nessuno
è in grado di capire in che modo riceve le proiezioni di altri finché non ha avuto una completa esperienza di come le sue proiezioni manipolano le vite di altre persone. Sono l'unico abitante della mia mente e tutto quello che percepisco al di fuori è solo una parte di quella mente...
(c) Franco Santoro, Cluny Hill College, Forres IV36 2RD, Scotland, http://www.astroshamanism.org/

Edizione italiana di PAN International, 7.7.11, 23 settembre 2006, numero 51

lunedì, aprile 02, 2007

Scoperte russe sul DNA di "scarto"

Gli insegnanti di discipline esoteriche e spirituali sanno da tempo che il nostro corpo è programmabile attraverso il linguaggio, le parole e i pensieri. Il DNA umano è una Internet biologica, per molti aspetti superiore alla Rete artificiale.

La più recente ricerca scientifica russa spiega direttamente o indirettamente fenomeni come la chiaroveggenza, l'intuizione, le guarigioni spontanee, le guarigioni a distanza, le auto guarigioni, le tecniche di affermazione, insolite auree di luce attorno alle persone (maestri spirituali), l'influenza della mente sul clima e molto altro.
In aggiunta, è stato provato che il DNA può essere influenzato e riprogrammato attraverso le parole e le frequenze, senza tagliare o sostituire i singoli geni.

Solo il 10% del nostro DNA viene usato per costruire le proteine
. E' questa sezione del DNA di cui si interessa la ricerca occidentale e che viene esaminata e analizzata. L'altro 90% viene considerato "DNA di scarto".
I ricercatori russi, tuttavia, convinti della profonda saggezza della natura, hanno riunito in un convegno linguisti e genetisti, per esplorare quel 90% di "DNA di scarto".
Le scoperte e le conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie! Secondo le loro scoperte, il nostro DNA è non solo responsabile per la costruzione del nostro corpo ma serve anche come deposito di dati e comunicazioni.
I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente quella percentuale "non usata" del 90%, segue le stesse regole di tutti i linguaggi umani.
L'articolo nella sua versione integrale può essere letto - in inglese - sul sito web: http://www.fosar bludorf.com/index_eng.htm


domenica, aprile 01, 2007

Ho commesso il peggiore dei peccati che un uomo possa commettere


"La malattia non è una crudeltà e nemmeno un castigo, ma unicamente un correttivo: lo strumento di cui si serve la nostra Anima (l'Io Superiore) per indicarci i nostri errori, per impedirci di commetterne altri, combinando così nuovi guai, e per riportarci sulla via della Verità e della Luce, dalla quale non avremmo mai dovuto allontanarci" (E. Bach).

Leggendo queste parole ispirate di E. Bach mi verrebbe da aggiungere, parafrasando Jorge Luis Borges, - Ho commesso il peggiore dei peccati che un uomo possa commettere. Non sono stato felice - e che per arrivare alla felicità, vera chiave di accesso alla cura psichica della maggior parte delle malattie, occorre fare ogni giorno un passo in più verso la liberazione dalle illusioni.

Voglio condividere con voi alcune piccole rivelazioni, che ho incontrato, riconosco ora nella mia attuale vita e considero come antidoti alle illusioni: 1) là non è meglio di qui, 2) il futuro è adesso, 3) vai oltre la forma, 4) uscire dai condizionamenti sociali e genetici, 5) il silenzio ci ricarica, 6) noi siamo il nostro migliore amico, 7) andare oltre le illusioni della mente e dei sensi. Buona anno di rinascita nella gioia!

Intarsio


Nella bellezza del viaggiare
ritrovo la giovinezza
delle aspirazioni dell'anima
dei contorni luminescenti
dei volti, degli odori intensi
delle persone conosciute
in circostanze avventurose.

Ritrovo una parte dell'infinito
lasciato incompiuto,
del volto che avevo

prima di nascere.

Rinasco e mi apro
a nuove visioni,
mirando ad orizzonti
illimitati.

Ritrovo quell'unità quell'unità
con gli altri me dimenticati.

Rischio di riconoscermi
ed amarmi ad ogni ora.

Mi avvicino al fuoco ardente
dello spirito vivente
che vorrebbe incontrarmi
aprendo quella porta stretta
di un cuore dimentico
di antichi splendori.

Entriamo nel mondo dell'essenza


Entriamo nel mondo dell'Essenza
e delle essenze aromatiche aprendoci all'ascolto
e liberando le nostre capacità creative.



Sorridiamo alla vita
abbracciandone il mistero,
la sua profonda saggezza e leggerezza

Riceviamo l'arte
del Giullare Spirituale
di risvegliare l'intelligenza della Creazione
e di guarire col gioco,
la bellezza e la poesia.

martedì, settembre 12, 2006

Sulla strada


Con la pienezza dell'allegrezza
si libera la brezza
che spolvera il mio parabrezza.

Oddio mi sono dimenticato
di mettere l'acqua per il mio tergilunotto,
va bé metto una nota sul cruscotto.

Fa freddo e sono senza giubbotto
e sento un gran botto:
ho forato una gomma!

Prendo nota
andrò dal meccanico.

Arrivo da lui
ma è troppo tardi.

E' andato a festeggiare
anche lui San Valentino
con una donna
che non è l'ultima ruota del carro.

Per questo ha chiuso la bottega prima...
prima che qualcuno gli potesse dire:
caro ti sei dimenticato che giorno è oggi?

Saluto l'ombra


Saluto l'ombra
che mi accompagna
mai stanca
cortese e mattutina
docile ed arrendevole
codarda ed inutile
di celebrità mai paga.

Mi osserva e tace.

Non si lamenta
resta in disparte
mentre impara
l'arte di scomparire.

venerdì, luglio 21, 2006

La felicità degli esseri umani


"La felicità e l'espansione degli esseri umani dipendono da una buona comprensione dell'amore. Purtroppo, la questione non è mai chiara per loro.


Non appena sentono un'attrazione, invece di comprendere che si offre loro un'occasione per intraprendere grandi realizzazioni spirituali, vogliono subito soddisfare il proprio desiderio, e finiscono per sciupare tutto.
http://www.prosveta.it/

Perché non riescono ad aspettare, così da beneficiare il più a lungo possibile di quelle condizioni, e delle possibilità che quell'incontro offre loro di elevarsi, di essere ispirati e riportare delle vittorie?

Amare è una benedizione.

Perciò, proteggete il vostro amore il più a lungo possibile, sapendo che il giorno in cui gli darete uno sfogo sul piano fisico, volterete una pagina piena di poesia, per incominciarne una nuova sulla quale sono scritte tutte le complicazioni."

Omraam Mikhaël Aïvanhov